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| | |-+  La ritmica di Murcof
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Autore Topic: La ritmica di Murcof  (Letto 3904 volte)
brunozamborlin
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« il: Dicembre 08, 2005, 13:25:44 »

Ciao a tutti.
Mi hanno sempre incuriosito molto i brani in cui nella parte ritmica, gestita anche con una semplice drum machine, sopraggiungono automazioni sui parametri da tutte le parti... sia che si utilizzino dei campionamenti sia che si comandino via midi dei sintetizzatori.

ecco qui un piccolo scorcio di una canzone di Murcof .
Si chiama Memoria, e non è particolarmente complessa:
Tasto dx -> salva oggetto con nome

E' solo una sequenza di suoni tremendamente "puliti" e "sottili", non ingombranti, a cui associa un continuo cambiamento dei parametri, soprattutto, mi pare, riguardo gli inviluppi (e quindi sulla durata dei campioni).

Cerco di stilare un elenco numerato di domandine precise su cui discutere per organizzarci un po:

1-Su che parametri agiscono queste automazioni secondo voi?
2-Come si può riuscire, con MaxMsp o anche con altri programmi, a ridurre in questo modo le sbavature e i click audio? Pensate che sia tutto un allucinante lavoro di editing manuale o si può riuscire ad arrivarci solamente tramite gli inviluppi d'ampiezza?
3-Che programma usereste per fare qualcosa del genere? Intendo dire, per riuscire ad "improvvisare" tutte le varie automazione e modifiche dei campioni... Esiste qualche abstract di Max che mi spiani u po la via?
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franz
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« Risposta #1 il: Dicembre 08, 2005, 14:19:37 »

uhm allora l'ho ascoltato un paio di volte...a me sembra che:
1)la ritmica sia fissa, ci sia una cassa e un suono più metallico che non variano
2)altri suoni che non variano ritmicamente ma variano in alcuni parametri

secondo me è semplice editing di parametri...probabilmente fatto in studio e "programmato" su un sequencer. In Max potrebbe essere interessante scrivere delle strutture che modificano i parametri in quel modo li, però bho mi sembra più la via dell'editing via sequencer quella più possibile...poi non conosco l'artista quindi non saprei.

Se ti piacciono i suoni puliti e mininali prenditi Insen e Vrioon di Alva Noto & Sakamoto, io li trovo sublimi.
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andrea
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« Risposta #2 il: Dicembre 17, 2005, 16:05:54 »

Ho ascoltato il brano e la ritmica non mi sembra così complessa.
Sono propenso a ritenere che su ritmiche del genere non ci sia tanto lavoro di editing
quanto piuttosto una buona programmazione delle automazioni.
Se hai mai usato il clavia nord modular (che potremmo considerare come il fratellino minore
di max specializzato nella sintesi) saprai che realizzare effetti
del genere non richiede livelli di astrazione così pazzeschi da parte
dell'utente. Effettivamente portare lo stesso argomento
sulla pagina bianca di max e' un'altra storia (maurizio giri aiutaci tu).
Un altro approccio che ho provato a stimolare nel forum sui tutorial (per ottenere
queste ritmiche sempre in continua evoluzione) parte dalla gestione
"ritmica" di campioni audio (anche non contenenti materiale ritmico) e delle automazioni
ad essi assegnati. In effetti ascoltando certo aphex twin e certi autechre e' impossibile
che tutto quello che sentiamo sia frutto dell'azione live del musicista sul proprio strumento(i concerti dal vivo di aphex twin si potrebbero fare anche senza di lui).. Quello che in effetti sentiamo e' spesso una sublime programmazione dei suoi strumenti. Il valore di questo tipo di musicisti sta secondo me
nell'aver tradotto un'idea in programmazione (anche se e' triste quando quest'idea viene sfruttata
fino alla nausea).
A proposito... senza aprire un'altro post vi segnalo due miei recenti acquisti:
dataplex  di ikeda
transall di alva noto
della raster noton
ed un cofanetto dei pionieri della
musica elettronica 3cd +1 dvd intitolato ohm +
A questo proposito vi segnalo un compositore elettronico nato nella mia citta'
Albert Mayr che ho sentito parlare a proposito delle avanguardie elettroniche in
italia e quello che credo possa essere utile ancora oggi e' il loro approccio rigorosamente
collettivo nei confronti di cio' che ogni gruppo di studio produceva. Quello che emerge dall'elettronica
che si ascolta nel nostro tempo e' spesso la mancanza di un confronto all'interno di un gruppo.
Sempre piu' la possibilita' offerta dalla tecnologia di fare tutto da soli si riversa nelle opere
la quali spesso sembrano autoreferenziali....
Vorrei rilanciare quindi un argomento:
il musicista elettronico e' un essere sociale? o lo e' solo quando scarica le cose fatte dagli altri?
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emilio
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« Risposta #3 il: Febbraio 28, 2007, 17:22:51 »

Ciao, ho la fortuna di conoscere Fernando (Corona) e un po' di tempo fa parlavamo giusto del software che utilizziamo.
lui usa solo roba della native instruments e un multitraccia (credo nuendo ma non ne sono sicuro), quando gli ho detto che uso Max/MSP ha fatto una faccia strana e mi ha detto " Ah, so you're a math guy!".
precisando che non sono affatto un math guy, credo che lui vado molto di editing sui suoni alla base e poi li butti su un sequencer dato che le ritmiche comunque sono molto "dritte".


ciao emilio
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8brr
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« Risposta #4 il: Dicembre 25, 2009, 19:50:25 »

se volete sentire i padri della ritmica generativa, secondo me insuperati, sono gli autechre.
per quanto ne so, in album come ep7, confield, ae5, hanno usato maxmsp con sequencer generativi programmati da loro stessi, raccolto i dati midi, e rieditati su un software audio midi( performer nello specifico) .
usano molto i north lead per la generazione audio, a parte roba fatta da loro stessi su maxmsp.
insuperabili e insuperati.
i
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