Abstract
Questo articolo, la cui prima versione fu pubblicata negli atti dell’International Computer Music Conference nel 1995, è stato ora aggiornato a causa degli enormi mutamenti intervenuti in questi ultimi dieci anni. Questo aggiornamento è stato realizzato per rispondere all’invito dei coordinatori del sito www.virtual-sound.com a pubblicarlo in rete.
In questo articolo viene delineata, nei suoi aspetti principali, un'ipotesi di esistenza di una nuova tradizione basata sulle tecnologie elettroniche, la quale si sovrappone alla tradizione orale e a quella scritta e ne influenza gli sviluppi. Si cerca di dimostrare che questa nuova tradizione, definita elettroacustica, porta con sé modificazioni nella trasmissione del repertorio, nell'ascolto, nel contesto, nella composizione e nell'esecuzione che stanno determinando un mutamento nel pensiero e nell'espressione musicale pari a quello che ebbe luogo nella vita musicale europea con l'avvento della tradizione scritta.
Alcuni anni dopo la prima pubblicazione di questo articolo per l’ICMC95, François Delalande ha ripreso i concetti riguardanti la tradizione elettroacustica nell’articolo “Il Paradigma Elettroacustico” in Enciclopedia della Musica Vol. 1, Il Novecento Einaudi 2001.

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1 Tradizione elettroacustica
L'introduzione e il largo uso delle nuove tecnologie in musica influenza in modo notevole, come vedremo, il modo in cui oggi la musica stessa viene composta, eseguita, ascoltata, memorizzata e trasmessa. Tale influenza viene esercitata non solo nell'ambito della musica colta o della pop music europea e americana ma anche nell'ambito della musica di altre culture come quella indiana, iraniana o egiziana, come riferisce Bruno Nettl.
Introduciamo dunque il nuovo concetto di tradizione elettroacustica. dimostrando che l'uso delle nuove tecnologie in musica (comprese quelle di produzione, riproduzione e diffusione di massa), non ha il semplice valore di utilizzo di un 'nuovo strumento', bensì sta comportando un mutamento nel pensiero e nell'espressione musicale pari a quello che ebbe luogo nella vita musicale europea con l'avvento della tradizione scritta, e con esso una vera rivoluzione nel significato che la musica ha per gli esseri umani.
2 Sopravvivenza delle tecniche di una tradizione all'interno di un'altra
La comparsa della tradizione scritta non implica la scomparsa della tradizione orale. Allo stesso modo l'esistenza di una tradizione elettroacustica non è necessariamente legata ad una scomparsa dei tratti e delle tecniche di altre tradizioni.
La sopravvivenza di tratti e abitudini della composizione scritta in ambito di tradizione elettroacustica, ad esempio, è molto diffusa, pertanto potremmo definire il nostro come un contesto 'orale più scritto più elettroacustico'. Tale sopravvivenza può essere messa a confronto con la permanenza di alcuni comportamenti della composizione orale in ambito di tradizione scritta nel Medioevo.
In un importante contributo pubblicato nel 1982 Leo Treitler ha studiato il rapporto fra testo e musica nei tropi, mettendo a confronto differenti versioni di uno stesso canto nel quale avevano interagito processi di trasmissione scritti e orali. In alcune versioni del tropo in esame egli ha identificato una maggiore sopravvivenza dei tratti della tradizione orale (in particolare nelle versioni in cui la melodia era meno differenziata al suo interno, meno dipendente dalla struttura e dal significato del testo e in cui più frequente era l'uso delle risorse convenzionali della tradizione melodica), mentre altre versioni, più legate alla tradizione scritta, risultavano più 'individualizzate' poiché il loro compito era quello di esprimere un rapporto più stretto fra musica e testo.
Consideriamo ora il passaggio odierno dalla scrittura alle tecnologie elettroacustiche. Il vasto uso delle tecnologie MIDI (tastiere elettroniche, sequencers etc.), basate essenzialmente sul concetto di nota, e delle strategie compositive di tradizione scritta all'interno dei territori elettroacustici rappresenta anch'esso un segno di una sopravvivenza di tecniche di una tradizione all'interno di un'altra che sta nascendo. Sarebbe strano che questa fase di transizione non avesse luogo.
La questione è stata spesso discussa dai compositori di musica elettronica in termini di 'purezza': essi hanno desiderato fin dagli inizi che l'uso delle nuove tecnologie portasse con sé anche un pensiero musicale completamente nuovo. A questo proposito, però, sarebbe opportuno ragionare su alcune questioni che nascono dalla riflessione sulla storia: quanto tempo è stato necessario perché le possibilità insite nella tradizione scritta potessero dispiegarsi in tutta la loro complessità?
Quanto tempo dovrà trascorrere prima che le opportunità offerte dalla tradizione elettroacustica possano dispiegare tutto il loro potenziale?
I tratti della tradizione orale sono mai scomparsi in musica? Scompariranno mai i modelli di tradizione scritta?
Se si pensa che oltre ai tropi si possono trovare molti altri esempi di sopravvivenza dei tratti di tradizione orale in ambito di tradizione scritta (Toccata, Fantasia, Canzona da sonar, Falsobordone, Danze del 16° e 17° secolo etc.), è probablie che anche in futuro esperiremo lo stesso tipo di sovrapposizione di tecniche di differenti tradizioni.
Nei periodi di transizione non è solo la tradizione già consolidata a condizionare lo sviluppo della nuova: anche quest'ultima esercita un' influenza sulle tecniche compositive utilizzate all'interno della tradizione preesistente. Infatti la composizione orale in un contesto di tradizione scritta costituisce un processo molto diverso dalla composizione in una cultura puramente orale.
Anche la composizione scritta in un periodo in cui la tradizione elettroacustica si è già affermata, costituisce un processo ben diverso dalla composizione scritta in un ambito culturale 'orale più scritto'. Si pensi, a titolo di esempio, alla musica strumentale di Grisey, Zorn, Xenakis o Ligeti, solo per citare casi evidenti di influenza dei mezzi elettroacustici sulla scrittura musicale odierna.
Si dovrebbe anche tenere conto del fatto che alcune culture musicali stanno sperimentando una transizione diretta dalla tradizione orale a quella (orale più) elettroacustica quasi senza passare attraverso l'esperienza delle tecniche di tradizione scritta. Prouteau riferisce ad esempio che le attività creative musicali collettive nel Burundi tendono a scomparire: i raduni serali, ora hanno luogo sempre più spesso intorno alla radio, e queste radio trasmettono molto spesso musica proveniente dalla tradizione orale dei musicisti inanga