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Indice articolo
VMCI (Virtual Midi Control Interface)
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4.4 Pannelli di Joystick virtuali

VMCI permette di aprire fino a due pannelli, ciascuno dei quali contenente otto aree quadrate che emulano joystick analogici. Trascinando il mouse in queste aree, vengono inviati due diversi messaggi MIDI allo stesso tempo, il primo relativo alla posizione orizzontale del mouse, il secondo a quella verticale. E’ così possibile controllare due parametri con un singolo movimento del mouse, azione che risulta impossibile con gli slider (fig.5).

FIG.5 Pannelli Joystick Virtuali
FIG.5 Pannelli Joystick Virtuali


4.5 Pannello della Tastiera Virtuale

Il pannello della Tastiera Virtuale (fig.6) permette di inviare qualunque tipo di messaggio MIDI di canale, non soltanto note-on e note-off.

Fig.6 - Pannello della tastiera
Fig.6 - Pannello della tastiera


Ciascun bottone è simile ad un tasto di pianoforte, e può generare un messaggio MIDI di note-on/off, così come program-change, pitch-bend, control-change o aftertouch, ossia, è totalmente configurabile. In più è possibile assegnare a ciascun tasto virtuale di pianoforte un tasto fisico della tastiera alfanumerica del computer, rendendo possibile suonare su quest’ultima. E possibile assegnare fino a 959 messaggi MIDI ai tasti virtuali di pianoforte, e la configurazione corrente può essere salvata in file .stp. Inoltre è possibile sommare (o sottrarre) un offset a tutti i byte di dati trasmessi dalla configurazione corrente per mezzo dei due slider situati alla destra dei tasti di pianoforte.

4.6 La Hyper-vectorial synthesis

La versione Plus di VMCI, supporta uno speciale metodo di controllo, denominato “Hyper-Vectorial Synthesis” (Sintesi Iper-vettoriale), o più brevemente HVS.
Fondamentalmente, il pannello dedicato alla HVS permette di variare molti parametri allo stesso tempo con un semplice movimento del mouse.

Fig.7 - la sintesi vettoriale
Fig.7 - la sintesi vettoriale


Il nome è stato suggerito dalla cosiddetta “sintesi vettoriale” usata da sintetizzatori MIDI commerciali come la Wavestation della Korg. Il termine “vettoriale” si riferisce al percorso tracciato da un joystick in un’area quadrata limitata da quattro punti (A-B-C-D), ciascuno dei quali rappresenta una configurazione timbrica differente (fig.7).
Con il termine “configurazione timbrica” si intende un insieme di valori dei parametri di sintesi che producono un determinato timbro. Quando il joystick tocca uno di questi punti, il timbro risultante sarà uguale a quello della configurazione timbrica corrispondente a quel dato punto. Quando il percorso del joystick tocca una qualsiasi altra posizione all’interno dell’area, viene prodotto un timbro corrispondente ad una combinazione pesata dei timbri abbinati ai quattro punti A-B-C-D; in effetti il timbro dipende dalla distanza istantanea del punto corrente del percorso da ciascuno dei punti A-B-C-D.
Nel caso della Korg Wavestation, la sintesi vettoriale viene attuata per mezzo di un semplice crossfade dell’ampiezza di quattro timbri generati in una fase anteriore (corrispondenti ai punti A-B-C-D); in questo caso i soli parametri ad essere modulati sono quindi le ampiezze dei quattro suoni stessi.

Fig.8 - pannello della Hyper-Vectorial Synthesis
Fig.8 - pannello della Hyper-Vectorial Synthesis


Questo concetto viene enormemente esteso nella HVS. Primo, viene introdotta un’area vettoriale che può contenere più di quattro configurazioni timbriche (vedi fig.8); i punti corrispondenti a ciascuna configurazione timbrica vengono denominati “breakpoint”.
Secondo, ogni breakpoint corrisponde ad uno “snapshot” (cioè ad una istantanea) contenente tutte le posizioni degli slider di un pannello. Di conseguenza, ogni breakpoint contiene i valori di molti parametri (in teoria in VMCI Plus sono possibili fino a 2048 parametri a 7-bit oppure 1024 parametri a 14-bit); ciascuna delle posizioni dei controlli contenuti in un breakpoint può essere abbinata a qualunque parametro di sintesi (non solo al crossfade dell’ampiezza come nel caso della Korg) dello strumento di Csound corrispondente.
Quindi una gran quantità di parametri può essere controllata con una semplice azione del mouse; i soli limiti sono la potenza del computer e l’ampiezza di banda del MIDI.

4.7 Considerazioni sulla multi dimensionalità della Hyper-Vectorial Synthesis

Se consideriamo un parametro di sintesi come la dimensione di uno spazio ad Ndimensioni, possiamo considerare un timbro sintetizzato come un punto di tale spazio.
Se un suono sintetizzato cambia il suo timbro in modo continuo, possiamo considerare quel suono come un punto mobile all’interno del corrispondente spazio ad N-dimensioni.
Il numero di dimensioni di tale spazio è determinato dal numero dei parametri di sintesi variabili. Per esempio, una nota generata da uno strumento di Csound, in cui ci sono solo due parametri che possono variare sotto il controllo dell’utente (mettiamo l’altezza e l’ampiezza), può essere considerata come un punto di uno spazio a due dimensioni, cioè il punto di un piano.
Fino ad oggi la musica occidentale si è sostanzialmente basata su un piano bidimensionale, dal momento che solo l’altezza e il tempo possono essere rappresentati su di una partitura tradizionale (l’ampiezza delle note potrebbe essere considerata una terza dimensione, ma il sistema di notazione standard non permette di definire tale parametro con precisione, risultando all’atto pratico lasciato alla sensibilità e al gusto dell’esecutore).
La computer music offre la possibilità di comporre con un numero arbitrario di parametri musicali, e in particolare Csound fornisce due modi di agire con essi: [1] i parametri discreti di inizializzazione (per esempio i p-fields dello score) e [2] i parametri continui, che possono essere pilotati da funzioni matematiche oppure da un’azione gestuale in tempo reale per mezzo del MIDI o di altri controlli (come per esempio il mouse o la tavoletta grafica).
Nella versione Plus di VMCI è possibile usare il mouse per muovere un punto entro uno spazio timbrico fino a 2048 dimensioni. (ovviamente questo è un limite teorico, la larghezza di banda reale del MIDI ridimensiona questo valore). Apparentemente il movimento del punto nello spazio multidimensionale è soggetto a dei vincoli (che poi sono le configurazioni dei break-point preventivamente definite), ma siccome le configurazioni di ciascun break-point vengono definite dallo stesso compositore, questo vincolo non può essere considerato una limitazione, ma una caratteristica compositiva.
Ora occorre chiarire un concetto: ci sono due diversi tipi di spazio con cui operare usando VMCI:

• lo spazio di moto del dispositivo di puntamento (user-pointer-motion space) • lo spazio parametrico del timbro (sonic-variant-parameter space)

Lo spazio di moto del dispositivo di puntamento è lo spazio in cui l’utente muove il puntatore del mouse (effettuando un percorso gestuale). Nel pannello della HVS di VMCI ci sono due aree relative a questo tipo di spazio: un’area bidimensionale ed una uni-dimensionale. L’utente può usare fino a 128 break-point in ciascuna di queste aree (il limite reale è costituito dalla risoluzione dello schermo). Le prossime implementazioni della HVS supporteranno spazi di moto del dispositivo di puntamento con tre dimensioni.
Lo spazio parametrico del timbro è uno spazio teorico in cui ogni parametro di sintesi rappresenta una dimensione. Per esempio, nel caso di uno strumento di Csound che importa otto p-fields dallo score (oltre all’action-time e la durata della nota) tale spazio sarà di otto dimensioni. Allo stesso modo, nel caso uno strumento che contiene, poniamo, 11 opcode che restituiscono numeri corrispondenti alle posizioni di slider MIDI, il timbro corrispondente può considerarsi appartenente ad uno spazio ad 11 dimensioni.
Uno spazio di moto del dispositivo di puntamento può considerarsi anche come una proiezione, o una sezione (intesa nel senso di taglio) di uno spazio parametrico del timbro dal momento che quest’ultimo ha un numero maggiore di dimensioni.

5 Conclusioni

In questa lettura sono state presentate due cose: l’impiego di DirectCsound per la sintesi in tempo reale e le enormi potenzialità interattive che vengono fornite abbinando DirectCsound al programma VMCI. In particolare la Hyper-Vectorial- Synthesis fornisce un nuovo metodo di controllo per gestire la complessità della manipolazione dei parametri di sintesi. Sperando che tutto ciò allarghi la veduta compositiva dei lettori, incoraggio a sperimentare e a proporre nuovi paradigmi, precisando che per approfondire e padroneggiare questi potentissimi strumenti di lavoro sarà necessaria un’applicazione assidua e la pratica concreta.

Ricordo che è possibile scaricare le versioni più recenti dei programmi al sito web:
http://web.tiscalinet.it/G-Maldonado


 
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