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DirectCSound
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DIRECTCSOUND E VMCI:
IL PARADIGMA DELL’ INTERATTIVITÀ

di Gabriel Maldonado

da "Il Suono Virtuale" di Riccardo Bianchini e Alessandro Cipriani

© ConTempoNet Edizioni, 2001 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata

1. INTRODUZIONE

La filosofia con cui venne inizialmente progettato Csound era quella dei linguaggi di sintesi in tempo differito, come MUSIC V; filosofia che è rimasta sostanzialmente immutata fin dagli inizi degli anni ’60.
Nonostante questo paradigma continui a soddisfare buona parte delle necessità compositive di oggi, e, sebbene questo approccio conservi ancora parecchi vantaggi, non si può negare che il tempo differito in qualche modo ostacola i compositori che richiedono un contatto diretto e immediato col materiale sonoro.
Inizialmente Csound non poteva essere usato nelle performance dal vivo, perché i limiti di velocità dei computer di quell’epoca non consentivano il tempo reale. Di conseguenza non includeva nessuna funzionalità orientata al tempo reale. All’inizio degli anni ’90, Barry Vercoe (l’inventore di Csound) aggiunse alcuni opcode (cioè i moduli di Csound) per il supporto MIDI da usarsi nel tempo reale. A quell’epoca le macchine in grado di permettere il tempo reale con Csound erano soltanto le Silicon Graphics e qualche altra costosa workstation UNIX.
Oggi qualunque PC è sufficientemente veloce da permettere a Csound il tempo reale. DirectCsound, una versione di Csound orientata in modo specifico al tempo reale, colma tutte le lacune riguardanti sia il controllo dal vivo dei parametri di sintesi che la mancanza di interattività di cui Csound soffriva inizialmente. In questa versione sono state implementate molte novità, come il supporto degli ingressi e delle uscite MIDI (che permettono a Csound la comunicazione col mondo esterno), e la riduzione del ritardo dovuto alla latenza; ponendo fine a problemi che apparivano irrisolvibili nelle prime versioni di Csound.
Le nuove funzionalità permettono un controllo totale dei parametri, che possono essere definiti dall’utente in modo estremamente flessibile. Questa flessibilità, unita alla potenza di sintesi, rendono DirectCsound superiore a qualunque sintetizzatore MIDI, in tutti i campi di impiego possibili. Solo qualche anno fa, avere una workstation di tale potenza a casa propria, era un sogno. Quella potenza era dominio esclusivo di macchine del costo di centinaia di migliaia di dollari. Essendo DirectCsound gratuito, è sufficiente disporre di un economico PC dotato di scheda audio per essere in grado sia di comporre musica interattivamente, sia di fare performance dal vivo. E’ oggi possibile pensare a Csound come ad uno strumento musicale universale.
Le nuove caratteristiche di questa versione di Csound saranno presentate nelle sezioni seguenti, insieme a diversi esempi. Nell’ultima sezione saranno presentate anche alcune funzionalità di VMCI (Virtual Midi Control Interface, un programma che emula diversi tipi di controller MIDI). VMCI è stato progettato al fine di fornire un mezzo per controllare DirectCsound in tempo reale, ma può essere usato anche con qualunque altro strumento MIDI.

2. CARATTERISTICHE SPECIFICHE DI DIRECTCSOUND

2.1 Inputs e Outputs

Con DirectCsound, si possono usare entrambe le porte MIDI IN e MIDI OUT per trasmettere o ricevere dati: questa funzionalità permette il controllo in tempo reale di qualsiasi parametro di sintesi.
Riguardo alle uscite audio, l’utente può scegliere due tipi diversi di driver:

1. i vecchi driver MME (Multi Media Extensions), che sono stati introdotti con Windows 3.1 e
2. i nuovi driver DirectX (DirectSound API), che permettono tempi di latenza molto bassi. Ciò permette di suonare DirectCsound con una tastiera MIDI, e di avere lo stesso grado di interattività di un sintetizzatore MIDI hardware.

DirectCsound riconosce automaticamente tutte le porte MIDI installate, così come le porte audio DirectX e MME. Inoltre è in grado di attivare sia le uscite audio che la scrittura su disco dei campioni sintetizzati, permettendo lo hard-disk recording delle sessioni in tempo reale.

Per quanto riguarda il numero di canali audio, al momento si possono usare in tempo reale il mono e lo stereo, mentre i nuovi opcode della famiglia fout permettono di scrivere file con qualunque numero di canali. Notare che fout è totalmente indipendente dall’opcode out, in tal modo è possibile registrare una sessione in tempo reale sull’harddisk in quadrifonia, ottofonia, esadecifonia ecc. su di un file multi-traccia (ovviamente ciò è possibile solo se l’hard-disk è sufficientemente veloce, altrimenti è possibile usare un RAM-disk, copiando poi il file generato nello hard-disk, alla fine della sessione).
Così, anche se al momento attuale è possibile monitorare una sessione in tempo reale solo in stereo o in mono, c’è sempre la possibilità di riascoltare il file multi-traccia così generato al termine della sessione.
La versione console di DirectCsound permette di avere una consolle con 2050 linee di testo (mentre le finestre DOS standard permettono al massimo 25 righe); ciò rende più facile trovare gli errori dell’orchestra o dello score.
Inoltre esiste una versione con interfaccia grafica che rende più agevole l’avvio di orchestre e partiture. Questa figura illustra le finestre di tale versione.

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