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| | |-+  Qualche riflessione articolo Maurizio Strumenti Musicali - gennaio 2006
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Autore Topic: Qualche riflessione articolo Maurizio Strumenti Musicali - gennaio 2006  (Letto 1029 volte)
_francesco
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« il: Gennaio 28, 2006, 11:08:57 »

Carissimi un saluto

il bell'articolo di Maurizio su Strumenti Musicali (gennaio 2006) offre diversi spunti di riflessione.
Ne prenderei 2 che mi stanno a cuore:

1) integrazione tra programmi diversi (sintesi, multifunzioni, editing,ecc.)

2) analisi di sistemi dedicati alla computer music (in questo caso Kyma/Capybara)

1. Il primo, e nel mio caso, è avere Max/MSP come punto di partenza e poi andare verso altri programmi
(eventualmente quando avrò anche la piattaforma OSX). Ad esempio avevo tempo fa fatto con Cubase un Rewire con Max...un canale di Cubase rilevava Max, quindi midi, audio, video ecc.
Nel caso di Csound e Max la cosa è molto avanzata, ho visto in rete seminari su questi temi e lo stesso Maurizio ha scritto tutta una patch su Il Suono Virtuale e anche nell'articolo citato.
Altri programmi che vengono citati non li conosco: Supercollider, Chuck, Jsyn..
La tesi di fondo è che forse conoscere bene un programma non è sufficiente e molte cose si possono sviluppare meglio con integrazioni.
Sarebbe interessante vedere delle applicazioni reali...

2. Il secondo è un tema storico della computer music: strumenti dedicati o strumenti consumer
(hardware + software e/o separati).
Personalmente credo che il costo è una parte del problema. Ad esempio se un professionista, nel campo dell'arte,  vuole fare una sua attività certamente va incontro a spese.10.000 € sono certamente una grande spesa ma pensiamo ad al costo di un pianoforte di un violino, una chitarra professionale  mediamente costa 5.000 euro. Chi poi compositore, strumentista decide di allestire uno studio sa cosa va incontro.

I problemi che vengono fuori con i sistemi dedicati sono a mio avviso legati all'integrazione con i musicisti. Programmi come Cubase, Finale hanno di fatto reso un servizio alla Computer music...una specie di alfabetizzazione come dice Road, nel capitolo dedicato all’interfaccia. E proprio attraverso questo maneggiamento molti poi si sono dedicati anche alla sintesi, live electronics ecc. ecc.
Il software come centro del problema della computer music mi sembra oggi un modo di affrontare temi storici …senza necessariamente spostare il problema sulla macchina. Un esempio? la ‘scrittura’, con il software ho finalmente una partitura….
Il discorso qui si apre in una infinità di ipotesi e ovviamente ognuno ha la sua esperienza…

Un saluto Francesco
 

   


     


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mauriziogiri
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« Risposta #1 il: Gennaio 28, 2006, 18:09:43 »

Citazione
1) integrazione tra programmi diversi (sintesi, multifunzioni, editing,ecc.)

2) analisi di sistemi dedicati alla computer music (in questo caso Kyma/Capybara)


Riguardo il primo punto c'è una "scuola di pensiero" di utenti maxmsp che vede il programma come un sistema per interconnettere software diversi e sostiene che sia saggio usare (magari tramite l'oggetto vst~) tutti i plugin che ci possono fare comodo, e tutte le librerie esterne che fanno  cose che non si possono fare con gli oggetti standard di max. E c'è una seconda scuola, che definirei "purista", che al contrario non vede assolutamente di buon occhio gli oggetti esterni e considera una cosa da "bari" l'uso dei plugin... Probabilmente la verità sta nel mezzo: per assicurare lunga vita alle proprie patch è meglio limitare l'uso di librerie esterne (chi ci assicura che saranno compatibili con le prossime versioni di max? vedremo cosa resterà di tutte le attuali librerie dopo il passaggio di mac ad intel... E che dire dei plugin che esistono per win e non per mac o viceversa?), però molto spesso librerie e plugin ci permettono di concludere in fretta un lavoro. Riguardo l'interconnessione di msp con altri programmi rewire è un ottimo sistema per passare il segnale, ma c'è anche un sistema abbastanza collaudato di scambio messaggi  tra programmi su computer diversi creando una rete tramite OSC (Open Sound Control) o altri protocolli.
Supercollider ad esempio è molto avanzato in questo senso: è diviso in due parti, un motore di sintesi, detto Server, e un linguaggio di programmazione, SC, e queste due parti sono due programmi indipendenti. Se uno dei due va in crash l'altro può tranquillamente continuare a funzionare. Inoltre è possibile (scrivendo un'apposita interfaccia di comandi) connettere il motore di sintesi ad un altro programma di controllo (ad esempio max...), oppure avere il linguaggio di controllo su un computer e il server su un altro (o su più computer) per distribuire il lavoro. Peccato che sia ancora in fase beta (anche se maturo) e che la versione Win sia abbastanza indietro. Ma magari questo cambierà con l'arrivo dei Mac Intel.

Sul secondo punto (kyma), ho sempre sentito dire meraviglie sulla macchina, ma sono perplesso... dipende dall'uso che se ne vuole fare. Come dici giustamente tu, un musicista può facilmente spendere 10.000 euro per uno strumento, ma dal mio punto di vista, come compositore preferisco che i miei brani siano facilmente diffondibili. Se scrivessi per kyma, dovrei o partecipare con la mia macchina a tutti i concerti in cui si suonano i miei pezzi o limitarmi a lavorare con esecutori che hanno la kyma (pochissimi). E tu, ad es., non potresti suonare Quaderni 4 con un semplice portatile... La kyma mi sembra quindi una macchina adatta a chi fa la propria musica in prima persona (e si può permettere di spendere qualche migliaio di euro), ma non come strumento per la composizione "classicamente" intesa.

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« Risposta #2 il: Gennaio 28, 2006, 18:11:46 »

Scusate non ho letto l'articolo  di cui parlate. E' disponibile online?
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franz
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« Risposta #3 il: Gennaio 29, 2006, 00:16:57 »

domani compro la rivista  Grossa risata
Sul Kyma avevo letto qualcosa in giro per la rete, ma visto il costo non ho neanche approfondito.
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mauriziogiri
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« Risposta #4 il: Gennaio 29, 2006, 01:37:40 »

Scusate non ho letto l'articolo  di cui parlate. E' disponibile online?

E' appena uscito in edicola, sulla rivista Strumenti Musicali. Il titolo è "Linguaggi di programmazione per la computer music" ed è una carrellata storica sull'evoluzione dei programmi di sintesi ed elaborazione del suono.
Ahime', non è disponibile online...

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« Risposta #5 il: Gennaio 29, 2006, 16:35:09 »

Allora vo a comprarlo Occhiolino
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