Il fatto che la fase dei parziali in uno spettro armonico abbia dei risultati percettivi è evidentissimo...però mi chiedo, l'effetto è in pratica quello di attenuare alcune frequenze che si trovano transitoriamente in opposizione di fase o sbaglio? quindi sarebbe possibile ricostruire uno spettro particolare con armonici tutti in fase ed agendo solo sull'AMPIEZZA degli armonici ottenendo lo stesso risultato percettivo?
In uno spettro fisso, un cambio di fase delle componenti (a parità di ampiezza) influenza, oltre alla forma dell'onda risultante, l'intensità globale del suono, ma non il timbro (che è dato dal rapporto tra le ampiezze delle componenti).
Se però cambi l'ampiezza di qualche componente, cambi l'equilibrio tra le componenti, e quindi il timbro.
Riassumendo cambiando le fasi cambi la forma dell'onda ma non alteri il timbro (al massimo alteri l'intensità), cambiando le ampiezze sì.
Tutto questo parlando di uno spettro fisso, ovvero di un singolo ciclo di una forma d'onda che si ripete sempre uguale.
Nel caso di uno spettro variabile (prodotto da un qualsiasi strumento acustico, o comunque da un suono che si evolve nel tempo), se vuoi analizzarne le componenti sono necessarie piu' analisi di fourier consecutive che fotografino il cambiamento del timbro. In questo caso rispettare la fase all'interno di ogni "fotografia" è fondamentale: lo spostamento di fase di una componente da una fotografia all'altra equivale infatti ad uno spostamento di frequenza. Se riproduci il suono analizzato ignorando le differenze di fase delle fotografie (cioè facendo ripartire la fase di ogni componente da 0) ottieni un suono "robotico", senza vita.
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