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Linguaggi per la Computer Music / Max MSP Jitter / Re: solo jitter
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il: Luglio 20, 2007, 14:04:57
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Per integrare la risposta di Bruno, diciamo che con max (non msp) e jitter hai tutti gli oggetti base, i mattoni fondamentali, con cui puoi costruire qualsiasi algoritmo; le possibilità sono quindi quelle di un qualunque linguaggio di programmazione (illimitate). In pratica la potenza di max-jitter non sta nel fatto che possiede funzioni complesse, ma nel fatto che possiede tutte le funzioni elementari. Se poi l'algoritmo scritto in max-jitter dovesse risultare troppo pesante, si può tentare di farne una versione più veloce creando un external scritto in C.
m
mi interessa questa risposta...perchè dici max e NON msp?...nel senso che msp è ancora un linguaggio "giovane" e non possiede tutti i mattoni indispensabili alla costruzione di qualsiasi algoritmo di sintesi? in questo senso è più completo csound?
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Computer (& Computerless) Music / Questioni Tecniche / Waveguides
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il: Luglio 20, 2007, 13:59:42
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Sempre nell'affrontare il discorso riverberi con csound sarei affascinato dal lavorare sulle waveguides...non tanto per simulare suoni reali ma perchè usate come riverberazione creano degli effetti incredibili di realismo...mi affascina studiare il fenomeno della risonanza, più che del riverbero...diciamo che alla fine il riverbero è un "effetto" che si aggiunge al suono per "simulare" le riflessioni in un ambiente, mentre è affascinante creare una sorta di "cassa di risonanza" virtuale ad un suono sintetico, per dare "spessore" ad un suono anche senza voler imitare i suoni naturali...mi sembra che le waveguides siano in un certo senso il mezzo ideale per fare questo...dando una rapida scorsa su internet però mi sono accorto che l'argomento non è molto affrontato in generale...mi sembra che il "csound book" dedichi un capitolo a questo argomento, ma non l'ho ancora comprato...cosa mi consigliate per accostarmi al discorso "waveguides", c'è qualche testo o sito internet che ne parla approfonditamente? Anche in questo caso, più che capire tutta la matematica, sarebbe bello capire le basi del discorso, gli elementi attorno a cui si articola per poi sperimantare diverse configurazioni e intraprendere la propria ricerca "artistico-estetica"...
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Computer (& Computerless) Music / Questioni Tecniche / Allpass
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il: Luglio 20, 2007, 13:39:07
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Nel cominciare a lavorare con csound e affrontando il problema dei riverberi ho studiato l'algoritmo (semplicissimo tra l'altro) del filtro allpass... mi interessava sapere se concettualmente l'ho capito bene. Come mai si crea un circolo di feedforward in cui si sottrae il segnale originale a quello ritardato prima di metterlo nel circolo di feedback? mi sono dato questa risposta...perchè in questo modo le componenti presenti sia in un segnale che nell'altro si annullano a vicenda e restano solo quelle differenti, cosicchè il feedback non esaspera alcune frequenze come invece fa un filtro comb, e in questo modo il segnale non è colorato. Il cambiamento di fase (che in realtà mi pare che "colori" il suono anche se in modo differente che il comb) si ha perchè il segnale ritardato è ovviamente "sfasato" ma non aggiunge nuove frequenze... Non mi è chiara però una cosa, nel lavorare con alcune applicazioni (Absynth ad es.), usavo dei filtri allpass a più poli e con risonanza...forse saranno algoritmi originali della Nativeinstruments, però davano effetti molto interessanti...mi affascinava l'idea di "capirli" per poterli poi a mia volta modificare...in che modo si possono definire numero di poli e risonanza di una allpass? la cosa non è molto intuitiva, almeno per me...capisco che magari l'argomento può essere un po' spcialistico...in tal caso ci sono testi "accessibili" che possono spiegare simili algoritmi anche ad un musicista? (intendo senza cominciare subito con equazioni con variabili complesse et similia)...a volte anche senza affrontare la teoria matematica alla base è molto semplice capire la struttura di certi algoritmi...
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Computer (& Computerless) Music / Questioni Tecniche / Fase...
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il: Luglio 17, 2007, 20:16:33
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Il fatto che la fase dei parziali in uno spettro armonico abbia dei risultati percettivi è evidentissimo...però mi chiedo, l'effetto è in pratica quello di attenuare alcune frequenze che si trovano transitoriamente in opposizione di fase o sbaglio? quindi sarebbe possibile ricostruire uno spettro particolare con armonici tutti in fase ed agendo solo sull'AMPIEZZA degli armonici ottenendo lo stesso risultato percettivo? A questo punto in pratica sì...agire sulla fase può essere importante ma equivale ad agire sull'ampiezza...se ciò fosse vero mi verrebbe da chiedere ma a "cosa serve" la fase? nel dominio del tempo la risposta mi sembra evidente, può servire agendo in modo "analogico" per alterare lo spettro di un suono, ma parlando nel dominio delle "frequenze" e del "digitale" (fft etc.) la risposta non mi è così chiara... Mi sono posto il problema in modo molto teorico anzi..."intuitivo" direi, anche perchè attualmente mi mancano proprio le basi teoriche per darmi una risposta... 
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Linguaggi per la Computer Music / Csound / Problema di amplitude
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il: Luglio 09, 2007, 18:03:34
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Sto cominciando a sperimentare uno strumento polifonico gestibile via midi ma mi trovo ad affrontare dei picchi dinamici che vengono clippati...la gestione dell'amplitude del segnale non mi sembra così intuitiva sul manuale...vi dico come mi sono comportato. In previsione di una polifonia a 16 voci settato Odbfs=1, metto iamp ampmidi=1/16, oppure 0,0625. Però aggiungendo poi waveguides e feedback vari, mi trovo con picchi dinamici ingestibili, e a volta esce pure un M=1.#etc. come fosse un "denormal number". Come posso gestire questa cosa alla FINE del processo in modo da avere un segnale "normalizzato"? Esiste quelche sistema standard o qualche opcode dedicato che mi è sfuggito? oppure l'unico modo è riscalare "intuitivamente" il range di ampmidi?mi sembra strano...potrei moltiplicare il segnale in uscita * 0.xxx? cosa è meglio fare? grazie 
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Linguaggi per la Computer Music / Max MSP Jitter / Re: nyquist
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il: Luglio 09, 2007, 17:40:31
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abbassando la frequenza di modulazione sempre in rapporto con nyquist, /3, /4, /5 ecc.... puoi spostare l'asse di simmetria dello spettro. Se vuoi agire abbassando e alzando il pitch dovresti ALZARE il pitch del file che suoni per avere frequenze concentrate sul basso e ABBASSARLO per avere più frequenza alte (che è quello che NON ti interessa ) mmmmmmm, capisco...adesso provo smacchinare un po' con la patch di Maurizio e vedo di chiarirmi le idee 
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Linguaggi per la Computer Music / Max MSP Jitter / Re: nyquist
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il: Luglio 06, 2007, 21:53:34
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ho una versione di max anteriore alla 4.5.5 quindi penso di non riuscire a vedere la tua patch Maurizio :s
Però ho provato a fare una "semplice" ringmodulation con un sfplay (sample di una voce) * cycle 22050 ma esce solo uno sfrigolio sovracuto, è quello lo spettro rovesciato? ehm...forse è il caso di leggere il sample ad una frequenza molto più bassa? per farla sembrare la STESSA voce con lo spettro rovesciato?
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Linguaggi per la Computer Music / Csound / Segnalazioni su csound
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il: Luglio 06, 2007, 18:12:17
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Vorrei segnalare un fantastico "instrument" utilizzabile via midi, che sintetizza la voce con il metodo fof. http://www.csounds.com/rtcat/, scaricare fofx6 (anche gli altri saranno interessanti...). E' un vero e proprio synth con interfaccia, davvero ottimo...voci iperrealistiche...monofonico (ma usare più istanze con csoundvst dovrebbe essere uno scherzo). Unico "difetto" è un perfetto simulatore di voce ma non permette di utilizzare la sintesi fof in modo "creativo". Ma che simulatore però...
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Linguaggi per la Computer Music / Csound / Far partire Csound
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il: Luglio 06, 2007, 18:04:30
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In un momento di ispirazione sono riuscito a fare partire csound5 sul mio pc...superato questo immenso scoglio (di ordine così infimo da far passare la voglia di studiare questo programma), mi sono buttato a capofitto per capire come funziona...e ne sono rimasto più che affascinato. Effettivamente la creazione di uno strumento in senso "testuale" è a volte molto più chiara e intuitiva rispetto alla cablatura di oggetti vari... Mi permetto quindi di postare quello che ho fatto per far partire csound5 e soprattutto csoundvst (fantastico, in nuendo si può suonare un'orchestra come un qualsiasi vst). Penso che tutti i problemini che ho avuto io li abbiano avuti moltissime altre persone "non addette ai lavori", mi rivolgo ovviamente a chi usa windows (xp). 1) nell'ultima versione di Csound 5.06 è allegato un OTTIMO tutorial (si trova nella documentation). Già quello risolve molti dei problemi pratici nell'installazione e nel settaggio delle famigerate "environment variables" (che effettivamente si settano da sole almeno con xp e con la versione 5.06). 2) per fare partire Csound vst bisogna installare Python dal sito www.python.org, scaricare l'installer windows 2.5.1 e fa tutto lui...tranne...tranne...che bisogna copiare il file python25.dll nella cartella system 32, se no Csound vst non parte (e tutte le volte che renderizza un csd con csound da un fastidioso messaggio di errore). Questo non l'ho trovato su NESSUN tutorial, è stata una mia "intuizione"...a prezzo di un'ulcera perforante che vorrei risparmiare a qualche lettore  Fatto ciò basta seguire quello che dice il tutorial per far funzionare csound come vst, settando i vari flag, e le eventuali environmen variables (start>pannello di controllo>prestazioni e manutenzione>sistema>avanzate>variabili d'ambiente). 3) I flag...questi maledetti flag erano per me una specie di mostro che si frapponeva tra me e il suono di csound...ed effettivamente sono importanti. Ma è una cosa semplicissima, sono come le "opzioni" di un qualsiasi altro programma. La cosa più pratica mi è sembrata settarli direttamente dal file csd... Ho provato a scaricare varie "interfaccie", ma alla fine mi sono accorto che far partire Csound dalla console è l'unica soluzioni davvero stabile. Secondo me si può usare Winxsound per visualizzare i file csd, è un ottimo editor...se renderizzo da winxsound va in crash SEMPRE (9 volte su 10 con l'interfaccia "ufficiale"), ma se salvo il file e lo faccio partire dalla console va tutto a meraviglia. Nella sezione "options" si scrivono i flag...sono importanti soprattutto -o dac seguito dal numero della scheda audio che si vuole utilizzare e -M seguito dal numero della periferica MIDI che si vuole utilizzare , nel caso si voglia usare csound in realtime...se non si conosce come csound "numera" le periferiche si scrive qualcosa come -o dac 109234 (un numero assurdo) e csound nella console scriverà l'elenco di tutte le periferiche audio disponibili con relativo numero. 4) Csound è FANTASTICO nel rilevare gli errori...non so se anche prima della 5 era così...in pratica se c'è qualcosa che non funziona nella partitura csound lo scrive come se stesse parlando e ANCHE IO quasi sempre capisco (il che è tutto dire  , visto che non ho mai programmato in vita mia nè usato linguaggi di computer music...) 
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Linguaggi per la Computer Music / Max MSP Jitter / Re: nyquist
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il: Luglio 03, 2007, 22:56:00
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grande!  ecco un ottimo motivo per non considerare l'aliasing semplicemente un nemico  . Comunque ad intuito penso che un ottimo filtro sia anche semplicemente un bel ">", adesso non so di preciso però..."tutte le volte che una variabile di frequenza supera 22000, amplitude=0, oppure filtrarla, in senso numerico più che acustico.... Per quanto riguarda gli oscillatori o wavetables darivate da samples o in un buffer si potrebbe usare un low pass settato sulla nyquist...dico bene?
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Linguaggi per la Computer Music / Max MSP Jitter / nyquist
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il: Giugno 29, 2007, 23:28:37
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Si legge sul manuale di msp che per evitare aliasing inarmonico dovuto al sampling del segnale digitale bisogna collegare un lowpass prima di mandare il segnale al dac...volevo sapere... max già si occupa di questo oppure in ogni patch è necessario collegare un lowpass settato sulla nyiquist frequency? Stessa cosa per gli oscillatori in genere, spesso ci si imbatte in frequenze che superano la fatidica barriera, per esempio lavorando su spettri di armoniche...come fare per tagliare le frequenze oltre il nyquist prima che vengano riflesse? il fatto che una volta riflesse le frequenze diventano inarmoniche ma più gravi, quindi il filtro non le può togliere teoricamente  Dove e come va messo questo low pass?  quale oggetto sarebbe meglio usare? mi sembra un problema fondamentale...c'è già qualche opzione di max che lo gestisce? (visto che è un fattore automatico dipendente dal sampling rate che si decide di usare...) grazie delle dritte, superati i primi scogli sto cominciando a produrre qualche rumore, ora posterò un po' di più in questa sezione penso...
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Computer (& Computerless) Music / Questioni Tecniche / Re: Morphing
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il: Dicembre 10, 2006, 18:45:09
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Guarda per quello che so ci sono due programmi che fanno morphing: Diphone Studio (un programma della Suite IRCAM) e il plug-in "morph" della Prosoniq. Poi c'è la Kyma (che è un hardware, e costa un sacco di soldi). Con Diphone Studio il Morphing è basato sulla Fast Fourier Transform. In pratica il suono viene analizzato e ridotto a parziali sinusoidali definendo fase, ampiezza e frequenza (con relative evoluzioni temporali). Poi il tuo sample viene segmentato e tu puoi interpolare un segmento del tuo suono con il segmento di un altro suono, che so un fonema di una voce con una nota di violino. Quello che fa Diphone è semplicemente un "glissando" fra i parziali (con relative ampiezze fasi etc.) dei due segmenti. Il "glissando" è definito da una funzione definita dall'utente (che può essere lineare, esponenziale o una curva arbitraria). Altra cosa che puoi fare è sostituire il parametro di un suono con un altro, applicare x es le frequenze del violino alla voce...così avrai i parziali del violino "espressi" dalle intesità della voce (ovvero il violino parlante  ). Il risultato? Ti dico il mio parere...a mio avviso un semplice "glissando" tra i parziali è spesso ben distante da sembrare un autentico "morphing", specialmente se i due suoni sono molto diversi fra loro. Cioè se fai un morphing tra un flauto e un violino che suonano più o meno la stessa nota il risultato è più che soddisfacente, ma se vuoi trasformare un violino in un gong quello che senti è un violino, poi un glissando del tutto artificiale e poi il gong, perchè la fondamentale del gong sarà sempre più bassa di quella del violino e non vengono interpolati i parziali più vicini ma quelli che hanno lo stesso ordine all'interno dello spettro...quindi sentirai tutti i parziali del violino tuffarsi verso il grave per raggiungere i rispettivi parziali del gong...questo effetto è del tutto indipendente dalle caratteristiche dei due suoni...e resta l'impressione che il suono non sia stato "capito" perchè vengono interpolati i parziali e non le "caratteristiche comuni" ai due suoni....non parliamo poi di effettuare operazioni con sample polifonici... Invece Prosoniq Morph è un software commerciale ideato con un algoritmo brevettato basato sulle reti neurali artificiali e sull'analisi del suono con wavelets (non so come funziona ma penso sia più efficiente dell'analisi con sinusoidi). In primo luogo Prosoniq Morph fa un morphing real time (ciò vuol dire che puoi interpolare due suoni nel momento stesso in cui vengono prodotti). Il programma cerca di capire tramite le reti neurali artificiali, quali sono le caratteristiche dei due suoni e crea dei "modelli" che poi vengono interpolati... I risultati sono spesso impressionanti...innanzitutto non bisogna re-sintetizzare i suoni da interpolare, per cui non si perde in qualità e si possono anche fare morphing con suoni molto complessi o con interi brani di musica. Ti descrivo brevemente quello che succede con il nostro violino e il nostro gong...quello che senti non è un glissando tra i parziali, ma senti il suono del violino che comincia a prendere l'inviluppo spettrale del gong, poi ad esempio senti il rumore dell'archetto sulla corda che si amplifica e diventa la vibrazione del metallo, mentre la nota che il violino suona diventa il ronzio acuto che si spande assieme agli armonici più gravi...secondo me l'effetto è spesso molto più convincente. Senza contare che puoi morphare un intero pezzo sinfonico in un altro, con risultati incredibili (con intere melodie che si traspongono ed assumono il ritmo di quelle dell'altro brano  ). Il funzionamento di Diphone è molto chiaro, quello dell'algoritmo di questo Plug-in è (almeno per me) molto più oscuro, ma i risultati sono spesso impressionanti e mi verrebbe voglia di capirci di più...forse si potrebbe chiedere qualche spiegazione ai tecnici della Prosoniq (sempre che siano disposti a darle...). Ad esempio su due traccie simili in cui la stessa melodia è suonata con strumenti differenti il plug in è in grado di "capire" e di morphare solamente il suono diverso. Interessante anche per gli sviluppi futuri...in questo modo forse si riuscirà ad "isolare" e modificare alcuni elementi di una traccia audio (esempio più eclatante, togliere uno strumento o la voce da una traccia  ). Comunque dal sito www.prosoniq.com puoi scaricare un demo... Per quanto riguarda la Kyma penso che i suoi morphing siano simili a quelli di Diphone, però non l'ho mai provata, per cui non posso dire... Altro sul morphing non conosco...lascio il campo a chi è più esperto di me 
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Computer (& Computerless) Music / Questioni Tecniche / Vi consiglio Plogue Bidule vst ;)
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il: Dicembre 02, 2006, 23:29:20
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Il sito è www.plogue.comE' un vero e proprio studio virtuale di musica elettronica, a mio avviso utile soprattutto per utilizzare i plug-in vst (magari programmati con max o reaktor), più che per creare algoritmi nuovi. La nuova versione vst permette di integrare Bidule in un sequencer come Nuendo, potendo gestire "dall'esterno" tutti i parametri. Abbinare Nuendo (o affini) con Bidule crea secondo me il "sequencer definitivo"  Di per sè il programma usa il paradigma dell' studio modulare, con "oggetti" (vst, mixers, oggetti per il trattamento del segnale etc.) e cavi per collegarli tra loro, creando ogni tipo di percorso immaginabile (in modo terribilmente intuitivo), con relativi feedback etc. La cosa interessante è che la patch può essere modificata LIVE con l'aggiunta di moduli e con lo spostamento di "cavi" virtuali. La cosa interessante è che usando Bidule come un vst esso stesso è possibile automatizzare tutti i parametri della patch (compresi tutti i parametri dei vst INTERNI alla patch di Bidule), dall'"esterno" seguendo la traccia principale di Nuendo (e inviando dal sequencer messaggi ai vari canali midi interni alla patch). Un piccolo esempio di quello che ho fatto in questo modo: Dentro Bidule ho messo due Grooveboxes di Reaktor e un synth (Absynth), poi ho messo DUE sync master (sì perchè all'interno di bidule si possono avere ILLIMITATI sync master indipendenti), ho sincronizzato i due groove con i rispettivi syncmasters e ho collegato un file midi player ad Absynth. Ad uno dei Groove ho collegato un paio di effetti e l'uscita degli effetti non l'ho collegata all'uscita audio di Bidule ma ad un buffer. Fatto questo ho automatizzato in Nuendo la partenza dei due sync master in momenti differenti, ho automatizzato delle curve di tempo indipendenti per i due sync master (e quindi per i groove), ho fatto partire ad un dato momento il file midi modificandone il tempo indipendentemente tramite automazione di Nuendo (e automatizzando vari parametri di absynth), dopo 20 sec ho fatto partire la registrazione del buffer che ha registrato uno dei groove effettato (che non si sentiva) ritrasmettendolo poi dopo 5 secondi. Tutto in un unica traccia midi "master" di Nuendo con uscita midi Bidule vst. Non so se ho reso l'idea: sono cose piuttosto complicate che sarebbe impossibile fare con un sequencer normale. Con Bidule si trasforma Nuendo in un sequencer da fantascienza  Oltretutto Bidule ha una serie di moduli per il trattamento live con fft molto interessanti (rendendo possibile transizioni tra intensità e frequenza dei parziali, cross synthesis, freezing dello spettro etc. tutto LIVE) Da avere 
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