Virtual Sound - FORUM

Computer (& Computerless) Music => Questioni Tecniche => Topic iniziato da: aledl su Dicembre 15, 2005, 23:43:11



Titolo: La qualità del suono digitale
Post di: aledl su Dicembre 15, 2005, 23:43:11
Vorrei porre una semplice domanda. Come mai se apro Reaktor, Absynth o Photone della Nativeinstruments sento dei suoni sublimi e con altri synth suoni poco più che mediocri? Non sto parlando della complessità dei suoni o della flessibilità di programmazione o della ricchezza di effetti ma proprio della qualità sonora bruta. Anche con suoni molto semplici e "analog" il confronto sembra essere tra, che so, gli ottoni della Chicago Symphony con quelli di un'orchestra Rumena (nulla contro i Rumeni eh ;), l'ho detto per non dire Italiana ;D). Mi colpisce questo fatto perchè il "suono digitale" dovrebbe essere APPARENTEMENTE una cosa così oggettiva.....sono numeri....invece sembra che alcune architetture permettano una qualità sonora migliore di altre. Da cosa dipende? In teoria un'oscillatore digitale dovrebbe essere uguale per tutti.....In che senso questo discorso entra in linguaggi più aperti come Csound e max?(anche qui è possibile costruire patch che "suonano meglio" di altre o i "blocchi" sono gia precostituiti dal programma vero e proprio? a questo punto forse l'unico modo per costruirsi letteralmente xes un oscillatore diventerebbe il C++?).

PS: x maurizio. Devo ancora "smanettare" con la tua interessante patch che mi hai gentilissimamente postato qualche giorno fa, sono stato molto impegnato in questi giorni. Quando la provo ti faccio sapere.


Titolo: Re: La qualità del suono digitale
Post di: franz su Dicembre 16, 2005, 03:16:44
Il discorso di qualità che fai è sensato, e con molta probabilità riguarda gli algoritmi utilizzati da questi diversi softwares per le differenti tecniche di sintesi che possono essere più o meno raffinati. Ovvio che un sintetizzatore come Absynthe avrà degli algoritmi decisamente accurati e precisi rispetto magari ad un software freeware sviluppato a tempo perso da un appassionato di emulazioni analogiche. Per quanto riguarda il discorso "oscillatore" invece, la qualità dell'oscillatore digitale che come dici tu, sono numeri, dipende dalla quantità di questi numeri. Non so dirti se nell'ambito della programmazione di basso livello si utilizzino degli standard ben precisi ma credo proprio di si o quanto meno non si scende mai sotto un certo livello.

Piccola parentesi senza dilungarmi troppo e sperando di non dire cose poco attendibili, in tal caso correggetemi: una forma d'onda in digitale è composta da una serie di campioni, un campione è la n parte di un secondo dove n è la frequenza di campionamento utilizzata. Poniamo che tu utilizzi un sample rate di 44.1khz ovvero 441000 oscillazioni al secondo, un campione sarà 1sec/44100. Viene da se che se tu realizzi una sinusoide composta da 256 campioni sarà più grezza di una sinusoide composta da 1024 campioni e via dicendo...http://www.musicdsp.org/ (http://www.musicdsp.org/) qui sicuramente scrivono gli oscillatori in C :P
In Max è molto comodo, per forme d'onda complesse l'utilizzo dell'oggetto wave~ che non fa altro che caricare una forma d'onda in un buffer e leggerla come una wavetable guidata da un segnale entrante (un qualsiasi oscillatore) spostandone la fase alla frequenza desiderata. Onestamente non so se a livello di bassa programmazione sia utilizzi la stessa tecnica.

a meno che non ci sia un abisso (256 campioni contro 4096 per dire è un paragone schiacciante) è poco influente. Diventa influente se un'oscillatore decisamente grezzo viene modulato in frequenza, filtrato, e via dicendo con algoritmi decisametne grezzi e poco raffinati. Cosa che con MaxMSP che prevede appunto la possibilità di scrivere questi algoritmi può succedere benissimo, con Reaktor è più difficile perchè presenta dei moduli già definiti. :D

ciao ciao

.franz


Titolo: Re: La qualità del suono digitale
Post di: mauriziogiri su Dicembre 16, 2005, 09:24:10
E' vero, il suono digitale non è che una serie di numeri ma, per ottenere una qualità decente, di questi numeri se ne usano minimo 44100 al secondo (la frequenza di campionamento di un CD). E con questi numeri è possibile rappresentare una gamma vastissima di suoni: perché non solo i suoni sintetici, ma anche gli ottoni della Chicago Symphony o quelli dell'orchestra Rumena, non sono altro che una serie di numeri una volta che li hai messi su CD. Quindi così come è possibile percepire delle differenze tra i suoni digitalizzati di due orchestre diverse, è sicuramente possibile percepire differenze notevoli tra due programmi di sintesi diversi.
I fattori che influenzano la qualità finale di un suono sono innumerevoli, e anche una semplice oscillazione sinusoidale può suonare perfetta oppure sgradevolmente distorta, se chi ha scritto l'oscillatore digitale non ha previsto un efficace algoritmo di interpolazione dei campioni... Quando si arriva poi a degli strumenti virtuali complessi come Absynth o Reaktor le variabili che entrano in gioco sono tali e tante che ci sarebbe veramente da stupirsi se un software che è frutto di anni di limature e perfezionamenti da parte di una squadra di programmatori preparatissimi suonasse come un plugin freeware messo su da un ragazzo che fa il primo anno di informatica musicale...

riguardo la mia patch (era quella delle vocali, se non sbaglio), mi raccomando non ti aspettare una roba alla reaktor: è il frutto di 10 minuti di lavoro tra copia e incolla dal manuale di Csound e collegamento di quattro scatolette maxmsp.  ;)

m


Titolo: Re: La qualità del suono digitale
Post di: aledl su Dicembre 17, 2005, 01:03:42
grazie ragazzi, risposte molto chiare ed esaurienti.

Alla prossima ;)


© Copyright 1996 - 2008 - ConTempoNet Edizioni Musicali ® - P.IVA: 05174251008
Tutti i diritti riservati - Tutti i marchi sono registrati -
È vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi e delle immagini.
Powered by SMF 1.1.5 | SMF © 2006-2008, Simple Machines LLC
Traduzione Italiana a cura di SMItalia